"Prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra". Benedetto XVI


venerdì 15 dicembre 2017

Il Vice Ministro degli Esteri e della Cooperazione, Mario Giro, incontra il presidente Kagame

Il presidente Paul Kagame con il ministro Mario Giro
La missione in  Rwanda del  nostro vice ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Mario Giro,  si è conclusa con un incontro con il Presidente della Repubblica e prossimo presidente dell’Unione Africana, Paul Kagame. Sul proprio profilo facebook, il v. ministro ha così sintetizzato l'incontro.
 " Ho sentito una grande riconoscenza per il nostro lavoro e per l’Italia. Cooperazione, imprese italiane in vari settori, dall’ aeronautica all’agroalimentare, anche queste sono opportunità reali che creano sviluppo.L’Italia ha implementato il training delle forze di sicurezza ruandesi, in particolare grazie al lavoro dei nostri carabinieri e sviluppato programmi innovativi per l’ambiente. Dal Ruanda ho capito ancora una volta di più come sia dirimente connettere gli interessi nazionali italiani e europei con quelli dei Paesi di origine e transito. I flussi sono una grande questione umanitaria, e allo stesso tempo, il segno della sfida di trafficanti, terroristi e organizzazioni criminali contro le nazioni fragili del Sahel e dell’Africa occidentale. Poi però c’è anche un'altra Africa. L’Africa del cambiamento. I giovani africani cominciano ad associarsi ad un processo di start-up, imprese e nuovi lavori. Tematiche trattate non a caso con intelligenza al recente summit di Abidjan. Qui per la prima volta ad un summit, c’era una rete di giovani di vari Paesi africani in movimento, all'insegna di un futuro migliore. Ma l’incontro con il Presidente Kagame è stato anche l’incontro con il prossimo Presidente dell’Unione Africana. Con lui ho parlato anche delle sfide che si troverà ad affrontare come neopresidente e del suo piano di riforma dell’organizzazione stessa. Kagame si raccomanda da tempo che l’Ua si occupi di meno cose, ma in maniera più approfondita, che si raccordi meglio con le organizzazioni regionali (Ecowas, Cemac, Sadeec, ecc.), che spenda meno e bene; che diventi autonoma finanziariamente (oggi oltre il 60% del suo bilancio è finanziato dai donatori come la Ue); che sia più efficace nelle crisi. La sua potrebbe essere una presidenza importante e di svolta. Infine, la nuova leadership della Ua dovrà occuparsi delle tante crisi politico-etniche e farlo in modo nuovo. L’Unione Africana di domani si prepara dunque a grandi mutamenti. Ne ha bisogno. Noi, ed è questo il mio messaggio: vogliamo sostenere questo processo."
A margine della visita,  osserviamo come sarebbe stato questa l'occasione per la nostra Cooperazione  di dare concretezza a un  progetto, giacente sui tavoli del ministero, riguardante un Progetto pilota per il Rwanda predisposto dall'Associazione Kwizera onlus d'intesa con l'University of Technology and Arts of Byumba, per dar vita a uno  Stage professionalizzante per giovani medici africani, di cui qui di seguito riportiamo una sintesi.
Sintesi del Progetto presentato dall’Associazione Kwizera onlus
Nell’ambito del più ampio Progetto Italia-Africa-Italia è stato individuato come possibile progetto pilota,  l’attivazione di uno Stage professionalizzante in area medica per un  numero massimo di trenta giovani medici africani, provenienti dal Rwanda.
Lo stage della durata di sei mesi presso la struttura ospedaliera E. Morelli di Sondalo si propone di offrire ai giovani medici neolaureati l’approfondimento a livello pratico in una struttura ospedaliera delle nozioni apprese nel corso degli studi in medicina, oltre che acquisire competenze formative da utilizzare al rientro per la preparazione di personale infermieristico. Lo stage potrà altresì prevedere momenti di approfondimento su specifiche specializzazioni, con particolare riferimento al trattamento della tubercolosi, specializzazione storica del Morelli,  di cui si avverte la recrudescenza nei paesi africani Rwanda compreso.
I giovani medici rwandesi verrebbero selezionati nel paese di origine da una struttura universitaria locale che sarebbe altresì chiamata a somministrare, prima della partenza per l’Italia, un corso di lingua italiana della durata di due mesi oltre che curare tutti gli aspetti burocratici amministrativi per l’espatrio.
Gli stagisti selezionati si dovranno impegnare a rendere disponibile, al rientro in Rwanda, un mese di lavoro gratuito da utilizzarsi nelle strutture sanitarie locali a livello di assistenza medica o di formazione infermieristica. 
Il costo del progetto, per un massimo di  30 stagisti, dovrebbe ammontare, in prima approssimazione, a 210.000 euro, pari a un costo di 7.000 euro per ogni stagista coinvolto. Tale cifra prevede un costo giornaliero di 35 euro per i sei mesi di permanenza in Italia, pari all’importo previsto dal governo italiano per l’accoglienza migranti.
Al netto dei costi di pernottamento reso disponibile dall’ospedale E. Morelli, tale cifra consente di coprire le spese di vitto, trasferimento, abbigliamento medicale, la concessione di una diaria un massimo di 10 euro giornalieri, oltre che le spese organizzative. I relativi costi potranno essere sostenuti  dalla Cooperazione italiana allo sviluppo o dagli enti pubblici e privati locali a partire dalla Regione Lombardia.
L’Ospedale Morelli di Sondalo garantirà l’effettuazione dello stage ospedaliero all’interno delle strutture specialistiche attive,  attraverso il personale medico, infermieristico e di laboratorio, la messa a disposizione di una figura professionale medica quale coordinatore/responsabile del progetto, nonché di tutti i supporti burocratico-amministrativi necessari.
L’Ass. Kwizera onlus, proponente del progetto, curerà, d’intesa con un referente locale ( UTAB) gli adempimenti in Rwanda  e le attività formative per il personale ospedaliero del Morelli, circa il contesto culturale e storico del paese d’origine degli stagisti, oltre che  momenti comunicazionali sull’esterno per favorire un corretto coinvolgimento della comunità locale e la prosecuzione di lezioni di lingua italiana agli stagisti.
Il Progetto si configura anche come progetto pilota per la realtà africana, con la reale possibilità che il buon esito dello stesso possa favorire la sua riproposizione in altri paesi del continente. In tal senso, potrebbero rivelarsi decisivi: la storia di successo del Rwanda post genocidio unitamente alla riconociuta leadership della presidenza rwandese in sede di Unione Africana.
L’attuazione del Progetto potrà avere queste  ricadute sul paese d’origine :
-         Creazione di un gemellaggio dell’Ospedale Morelli con un ospedale rwandese: con scambio di esperienze e rilascio di supporti consulenziali;
-         Promozione di missioni di volontariato da parte di personale medico e paramedico del Morelli in Rwanda;
-         Istituzione di una cattedra/corso di lingua italiana nella capitale rwandese sulla base della metodologia acquisita in sede di rilascio del programma di formazione linguistica attuato per gli stagisti;
-         Creazione di un corso per la formazione di personale infermieristico.
L’iniziativa oltre a valorizzare la mission dell’Ospedale di Sondalo, dandogli una connotazione internazionale, esalterebbe l’impegno della Regione Lombardia a favore dei paesi in via di sviluppo, attraverso una politica mirata a favorire le condizioni perché le popolazioni coinvolte possano esercitare il loro diritto a non emigrare, rispondendo così alla domanda di solidarietà da più parti sollecitata nella nostra società.  


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